Duomo di Ascoli, il restauro degli affreschi porta alla luce straordinarie testimonianze artistiche

Ascoli Piceno, 4 marzo 2020 – Nel Piano pluriennale 2017 – 2019 l’Organo di indirizzo della Fondazione ha deliberato di intervenire per tentare di ovviare alle gravi conseguenze del terremoto che, a più riprese, ha duramente colpito e purtroppo continua a tenere in apprensione la nostra comunità, mettendo a disposizione un importo complessivo di € 6.000.000. La Fondazione si è innanzi tutto messa al lavoro per la difficile identificazione degli interventi più adeguati da mettere in atto, al fine di impiegare le risorse stanziate nel miglior modo possibile. A questo scopo, la Fondazione ha aperto un canale diretto con la comunità ed ha invitato enti, organizzazioni, singoli cittadini, a presentare le proprie idee e priorità di interesse collettivo.
Nella riunione del 28 luglio 2017 l’Organo di indirizzo della Fondazione, tenuto conto di quanto emerso dalle indagini sui fabbisogni, ha approvato il documento “MASTERPLAN – OBIETTIVI STRATEGICI DI CONTRASTO ALLE CONSEGUENZE DETERMINATE DAL SISMA”, dove sono indicati sei obiettivi strategici che la Fondazione deve perseguire, di seguito descritti.
In particolare, l’Obiettivo n. 3 del Masterplan pone alla Fondazione l’obbligo di Sostenere il patrimonio architettonico ed artistico attraverso il recupero degli edifici storici fortemente legati all’identità ed alla storia della comunità anche quale veicolo di promozione turistica.
Per raggiungere tale obiettivo la Fondazione ha deciso di: Individuare beni culturali ed architettonici particolarmente significativi per il loro valore e per la riconoscibilità in termini di importanza.

Nell’ambito del recupero dei beni culturali e architettonici, l’Organo di indirizzo ha anche espresso l’auspicio di un intervento sul Duomo di Ascoli dove è presente un problema di deterioramento degli affreschi, atteso che la Cattedrale di Ascoli è un bene non solo della Diocesi e della città ma di tutto un territorio, anche per l’alto valore simbolico della presenza di Sant’Emidio. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha pertanto deciso di realizzare, in sinergia con la Diocesi Di Ascoli Piceno, il progetto Restauro e salvaguardia degli impianti pittorici della cattedrale, rendendo disponibile un importo di Euro 400.000.

RELAZIONE TECNICA del prof. Michele PICCIOLO

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La scalcinatura degli strati superficiali di intonaco hanno evidenziato su tutte le vele delle campatelle l’esistenza di elementi figurativi di epoche diverse (XIII-XV secolo) che ornavano la tomba del Santo Patrono. Il primo strato pittorico è caratterizzato dalla presenza di stelle ad otto punte di color rosso, identiche per forma e dimensione, ma probabilmente anche per epoca e realizzatore, a quelle recuperate recentemente sulle pareti dell’eremo di San Marco e sulla parete di fondo del Salone Caffarelli, all’interno del Palazzo vescovile. Successivamente le stelle vennero ricoperte da un nuovo strato di intonaco e sovradipinte con figure di Santi, Vescovi, Padri della Chiesa, Apostoli e Profeti contornati da ghiere fitomorfe di grande impatto coloristico e figurativo. Anche se notevolmente manomessa dagli interventi successivi che hanno danneggiato soprattutto i volti, questa straordinaria testimonianza artistica, per la fortunata presenza delle sottostanti sinopie, nella sua complessità compositiva sotto la sorveglianza della Soprintendenza è in fase di avanzato recupero grazie alla pluridecennale esperienza del restauratore Rino Altero Angelini coadiuvato da Dario Di Flavio e da Daniela Lenzi.

FC2020/25

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