La 4 D del liceo scientifico Rosetti a Napoli con BTSChool: il racconto dei ragazzi

È iniziata lo scorso la strada che ha portato l’attuale classe 4D del Liceo Scientifico Rosetti di San Benedetto del Tronto a vivere un’esperienza altamente formativa a Napoli, meta di un viaggio premio legato all’attività di alternanza scuola-lavoro. Il concorso, promosso dalla Fondazione Carisap in unione con l’Ufficio Scolastico Regionale Marche, ha valutato quello del Rosetti come miglior elaborato progettuale nell’ambito del Terzo Settore. Sull’intero percorso il resoconto ed il filmato degli alunni.

Il 2 giugno 2017 l’attuale classe 4D del Liceo Scientifico “B. Rosetti” si è aggiudicata un viaggio premio a Napoli al termine del concorso che l’ha vista in competizione con le scuole di Ascoli e Amandola e che prevedeva,nell’ambito dell’Alternanza Scuola-Lavoro, l’elaborazione di un progetto sociale riguardante il terzo settore (progetto BTSchool). 

“La visita guidata si è svolta nei giorni 12 e 13 aprile 2018. Accompagnati dalla preside Stefania Marini, dalle professoresse Adelia Micozzi e Genoveffa Simone, dal referente per la Bottega del Terzo Settore, Francesco Ciarrocchi, abbiamo avuto modo di trovarci in contatto con realtà diverse, quelle di cui sentiamo parlare tutti i giorni in televisione, ma alle quali spesso non prestiamo attenzione: così siamo stati coinvolti in questo mondo e siamo entrati in relazione con le donne del centro antiviolenza “Casa Lorena” e con i disabili de “La Gloriette”. Inoltre ci è stata data la possibilità di visitare alcuni luoghi significativi di Napoli, come il quartiere Sanità e le sue catacombe, il centro storico, la cappella Sansevero e Santa Chiara. Siamo tornati a casa arricchiti dal punto di vista culturale ma soprattutto umano.

Così, prima di un racconto più dettagliato, del nostro viaggio nel sociale, un ringraziamento sentitoa chi ci ha permesso di approfondire la conoscenza del mondo del terzo settore e, in particolare, alle cooperative sociali che supportano le iniziative pubbliche in un settore delicato e urgente come quello delle politiche sociali:la Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, la Bottega del Terzo Settore, la cooperativa La Paranza, il Centro Antiviolenza Casa Lorena, il Centro sociale polivalente La Gloriette.

COOPERATIVA LA PARANZA

Appena arrivati a Napoli, abbiamo visitato il Rione Sanità e in particolare le catacombe di San Gennaro, San Gaudioso e il cimitero delle Fontanelle, luoghi gestiti dalla cooperativa “la Paranza”. Siamo stati subito investiti dall’atmosfera suggestiva che lega passato e presente grazie ad un culto delle tradizioni ancora molto forte, come ad esempio la devozione verso le “anime pezzentelle” rimasta viva nella memoria della città.

Dopo aver ascoltato le vicende che hanno interessato questa zona durante il II° e III° secolo e dopo aver svolto una lunga passeggiata all’interno del sito, la guida ha illustrato la storia e l’evoluzione dell’attività della cooperativa. Interessante è stato conoscere come anche in un quartiere degradato si possano riscoprire risorse nascoste  in grado di valorizzare il territorio. L’idea è partita da cinque giovani del luogo, intenzionati a dare visibilità a beni culturali fino ad allora abbandonati. La fondazione è stata costituita nel 2006 e nel 2009 ha ricevuto in gestione, dall’Arcidiocesi di Napoli, le Catacombe. In seguito ad un primo finanziamento da parte di fondazioni interessate al progetto, il sito archeologico ha raggiunto la piena autonomia tanto da impiegare molti altri ragazzi.

La forza di volontà che ha permesso la realizzazione di questa impresa deve dare speranza e motivare tutti a credere nei propri ideali.

COOPERATIVA CASA LORENA

Nel pomeriggio ci siamo diretti a Casal di Principe, nei pressi del quale abbiamo visitato la cooperativa socialeCasa Lorena: un centro antiviolenza e casa di accoglienza per donne vittime di violenza domestica; il luogo, dove vengono accolte e sostenute con i loro figli, i quali spesso subiscono i maltrattamenti insieme alla madre, è in realtà un bene confiscato alla camorra, un appartamento nel quale si svolgono servizi volti alla promozione della qualità della vita nei bambini e mirati all’inclusione sociale e lavorativa dei soggetti svantaggiati.

Si sono subito mostrati tutti ben disposti nei nostri confronti, con una calorosa accoglienza accompagnata dall’offerta di dolci e marmellate frutto del lavoro in cooperativa. L’esperienza, già di per sé davvero interessante, è diventata ancora più istruttiva nel momento in cui alcune di queste donne hanno deciso di parlarci delle violenze subite e del coraggio e della forza che hanno dimostrato nel cercare aiuto, per poi ricominciare una nuova vita; hanno esposto in modo chiaro e talvolta crudo le loro storie, alimentando in noi il desiderio di riflettere sui rapporti tra uomo e donna.

Uno degli aspetti migliori è stato dunque il confronto diretto con queste donne, aver avuto la possibilità di relazionarci con chi ha vissuto orribili esperienze in prima persona e poi anche semplicemente tra noi compagni di classe; abbiamo osservato quanto, in realtà, il mondo sia vario e ricco di personalità ed esperienze diverse, positive o negative.

COOPERATIVA LA GLORIETTE

Il secondo giorno, prima di ripartire, abbiamo visitato l’ultima cooperativa La Gloriette,che ha la sua sede aPosillipo, in una villa confiscata ad un boss camorrista, ora destinata ad un uso sociale. La cooperativa si occupa di ragazzi a partire dai quindici anni con scarsa autonomia e lieve disabilità. Abbiamo avuto la possibilità di trascorrere un pomeriggio con loro al termine del quale siamo rimasti commossi e colpiti dall’esperienza che abbiamo vissuto.

Inizialmente timorosi, siamo poi stati accolti con affetto dai ragazzi che ci hanno fatto sentire subito a casa: dopo esserci presentati ci siamo divisi in due gruppi, di cui uno è rimasto all’interno della casa per svolgere un’attività manuale guidata, l’altro è uscito fuori sul terrazzo a giocare a pallavolo e pallacanestro. Alla fine di questo momento ricreativo, abbiamo condiviso tutti insieme la merenda da loro preparata, cogliendo l’occasione per conoscerli meglio. Tornati dentro, abbiamo avuto modo, facendo qualche domanda, di approfondire di cosa si occupa la cooperativa. Infine, poco prima della partenza, abbiamo scattato tutti insieme una foto che ha come sfondo il bellissimo golfo di Napoli”.

I ragazzi hanno voluto lasciarci un ricordo di questa giornata trascorsa insieme, regalandoci un quadro realizzato da loro che rappresenta il Vesuvio in eruzione: questo quadro ora campeggia su una parete della nostra aula e ci accompagnerà nel percorso scolastico del quinto anno.

 

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