La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno darà il massimo sostegno alle comunità colpite dal sisma

Ascoli Piceno, 12 settembre 2016 –  Il sisma del 24 agosto 2016 ha tragicamente colpito le donne e gli uomini che erano nell’entroterra, uccidendoli, ferendoli e lacerando realtà familiari. Ha altresì distrutto abitazioni, luoghi di lavoro e di riferimento, realtà culturali ed artistiche. Tuttavia nella valutazione della Fondazione il sisma mette a rischio di scomparsa il modello antropologico su cui si è basata la sopravvivenza delle comunità montane nelle nostre zone dal secondo dopoguerra in poi. Tali comunità rappresentano un insieme di valori, di cultura e di tradizioni che si manteneva vivo grazie ad un equilibrio efficace ma fragile. Il sisma pone il problema della possibile estinzione di tutto ciò. Per tali ragioni la Fondazione valuta come prioritario un intervento a favore delle comunità colpite il 24 agosto, ponendo al centro il sostegno alle comunità ed a ciò che per esse rappresenta un punto di riferimento come la didattica (le scuole) ed i servizi sanitari (l’ospedale di Amandola) intesi tuttavia per il ruolo che essi svolgono nel mantenere le comunità unite e legate ai propri territori.

Di conseguenza la Fondazione, oltre ad aver stanziato delle somme sia per far fronte alle emergenze delle comunità colpite dal sisma e per favorire, in collaborazione con la Diocesi e con le Organizzazioni del Volontariato e del Terzo Settore in genere, il “fare comunità”, nel redigere il proprio piano triennale 2017-2020, darà grande rilievo, una volta ascoltata la comunità e confrontatasi con essa, agli interventi anche strutturali per le comunità colpite.

È da stimare in almeno 3 milioni di euro” dichiara il Presidente della Fondazione Marini “l’impegno economico della Fondazione nel triennio, con l’auspicio che – se l’andamento dei mercati finanziari lo consentirà – esso possa, in condizioni del tutto ottimali, arrivare fino a 10 milioni di euro. Tuttavia, al di là delle cifre che, al momento, sono ipotetiche, ciò che ci preme è far sentire a quelle comunità che vorranno rimanere legate alle loro radici, che la Fondazione darà loro il massimo sostegno che avrà la possibilità di dare“.

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