Per vincere la sfida del lavoro: il contributo di Massimiliano D’Amico per Visioni in evoluzione

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Negli USA, il 5% della popolazione detiene il 66% del totale della ricchezza della nazione più ricca del Mondo. In meno di 40 anni (a partire dal 1982 sino ai giorni nostri), l’ammontare di ricchezza della fascia più alta della popolazione è cresciuta di oltre 30 volte, mentre la rimanente parte composta da individui e famiglie si è indebitata.

In Europa non è facile ottenere dati aggregati visto che i dati dei singoli Paesi sono molto diversi l’uno dall’altro, proprio per l’indipendenza della politica fiscale e di bilancio di ciascuno, e fermo restando che la politica monetaria della BCE si può applicare solo ai Paesi dell’area Euro, e dunque non all’intera Europa geografica. In ogni caso, tenendo in considerazione la ricchezza pre-tassazione, risulta che il top 1% della popolazione abbia beneficiato del 17% della crescita di ricchezza complessiva in Europa, laddove il 50% meno abbiente ha beneficiato di una crescita aggregata del 15%.

Da questi pochi dati si può capire come, in meno di 40 anni, l’ineguaglianza si sia estesa sino a diventare intollerabile in Paesi come gli USA… Il lavoro diventerà sempre più importante ed indispensabile per evitare che la forbice si allarghi ancora di più.

Per questa ragione è utile esplorare, in chiave prospettica, quale è e quale sarà il lavoro del futuro (ovvero i lavori del Futuro), e come cambieranno o dovranno cambiare le relazioni tra lavoratori, il mercato e il sistema pubblico.

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FC2020/14

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