Piano pluriennale 2020 – 2022: lo strumento della coprogettazione

Ascoli Piceno, 30 dicembre 2021 – Il protocollo di intesa sottoscritto dall’Associazione delle Fondazioni e Casse di Risparmio (Acri) e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) il 22 aprile 2015, indica che “il bando costituisce la modalità operativa privilegiata per selezionare le erogazioni da deliberare” e, nei bandi, sono indicati “gli obiettivi perseguiti, le condizioni di accesso, i criteri di selezione, gli indicatori di efficacia delle proposte”.[1] Nel Piano pluriennale 2020-2022, oltre allo strumento dell’Avviso per la presentazione di progetti, sono stati presi in considerazione i seguenti strumenti utili al raggiungimento degli obiettivi identificati, integrabili tra di loro: la coprogettazione e la cogestione di iniziative attraverso una partnership tra organizzazioni del Terzo settore, pubblica amministrazione, mondo delle imprese, e soggetti di esperienza comprovata nella gestione di tavoli di coprogettazione; l’utilizzo di più strumenti di sostegno alla medesima iniziativa componendo interventi progettuali, erogazioni a terzi, investimenti ad impatto sociale e per la crescita economica del territorio, partecipazione a bandi comunitari e nazionali, azioni di raccolta fondi; il monitoraggio e valutazione degli interventi. Ulteriori elementi di approfondimento riguardano l’attuazione del piano, ed in particolare la sostenibilità degli interventi: le iniziative devono preferibilmente favorire l’avvio di nuove forme di impresa sociale, in grado di generare benessere al di là delle risorse stanziate dalla Fondazione.

La misurazione delle ricadute e degli effetti delle attività progettuali sul territorio di riferimento della Fondazione, laddove prevista, è necessaria per capire se alcuni tra i più importanti interventi avviati con il coinvolgimento della Fondazione generano ricadute valutabili con indicatori oggettivi, per comprendere la bontà dell’iniziativa ed i riflessi generati. A questo scopo è fondamentale l’apporto di competenze e metodologie a cura del Team di valutazione, avviato grazie al coinvolgimento di ricercatori dell’Università, e coordinato da Federico Mento, esperto di valutazione, e dall’Area strategia, ricerca e pianificazione della Fondazione.

Lo strumento della coprogettazione, in particolare, sperimentato dalla Fondazione in diversi ambiti di intervento (assistenza domiciliare integrata, accademia della formazione e lavoro per persone disabili, contrasto alla povertà economica) e con il coinvolgimento degli Enti pubblici territoriali e di Enti di Terzo settore specializzati, sta producendo effetti importanti in termini di allargamento delle competenze, di ottimizzazione delle risorse, di crescita di reti di prossimità, e di efficientamento degli impatti generati sulla comunità di riferimento.

Il tema della coprogettazione degli interventi è all’ordine del giorno per le Fondazioni di origine bancaria a livello nazionale, stimolato dall’emersione delle forme di amministrazione condivisa che interessano il Terzo settore nella sua relazione con gli Enti pubblici. In sostanza, così come gli Enti pubblici avvertono la necessità di impostare le relazioni con il Terzo settore non solo su basi prestazionali (corrispettivo a compenso di un servizio erogato), ma costruendo alleanze strategiche a partire dalla comune finalità di interesse generale, così anche la filantropia sta lavorando su forme di rapporto che, nel completo rispetto dei requisiti di trasparenza, vadano oltre i tradizionali bandi competitivi.

Tale tema ha ricevuto ulteriore impulso dalla crisi sanitaria, quando è stato chiaro che le risposte all’emergenza, e ancor più la costruzione di un piano di rilancio, avrebbero richiesto un partenariato diverso da quello connesso al sostegno di singole iniziative. L’esigenza emersa è di ripensare la relazione con il Terzo settore in forma strategica, utilizzando il finanziamento del singolo progetto come strumento esplorativo su ambiti sperimentali e cercando di costruire invece – a partire da procedimenti trasparenti ed inclusivi – alleanze solide con enti di Terzo settore e loro reti per costruire obiettivi di lungo periodo. La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, insieme a Fondazione Cariplo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, nel corso del 2021 ha contribuito al dibattito in corso, in particolare con un intervento su Welforum.it del 6 maggio 2021.[2]

[1] https://www.acri.it/normative/protocollo-acri-mef.

[2] “Co-progettazione: il ruolo delle fondazioni bancarie. Il caso della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno”, articolo di Marco Perosa, Direttore dell’Area Strategia, ricerca e pianificazione della Fondazione Carisap, del 6 maggio 2021: https://welforum.it/co-progettazione-il-ruolo-delle-fondazioni-bancarie/?highlight=marco%20perosa

Costruttori di cambiamenti

 

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