Righetti: alla base della coprogettazione un processo di empowerment delle organizzazioni e delle reti

Ascoli Piceno, 12 luglio 2019 – Si è tenuto oggi presso la Bottega del Terzo Settore l’atteso convegno sulla coprogettazione e cogestione, pensato nell’ambito della procedura di redazione del Piano pluriennale 2020 – 2022 che vede la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno impegnata nella delicata fase di ascolto delle istanze della comunità, e al contempo volta alla ricerca di nuovi e condivisi modelli di intervento.

Tra i relatori che hanno sviluppato il tema posto alla base del convegno odierno, anche il direttore dell’Acri Giorgio Righetti, che ha sottolineato come alla base di un efficace modello di coprogettazione deve esserci una chiara visone della Fondazione quale pivot di un processo di crescita delle organizzazioni, delle relazioni e delle reti. La Fondazione, cioè, intuisce che è necessario favorire un processo di empowerment del territorio e delle organizzazioni in esso presenti. La coprogettazione obbliga le organizzazioni a lavorare insieme, a scambiarsi competenze, a mettere ciascuna in campo le proprie risorse (prevalentemente immateriali) e metterle a fattor comune. La Fondazione ha un ruolo guida in questo processo di attivatore delle energie del territorio. Obbliga, in un certo senso, alla coesione e alla partecipazione. E’ un percorso complesso e pieno di ostacoli, ostacoli insiti negli elementi identitari di ciascuna organizzazione, nella diffidenza degli uni verso gli altri, nella difficoltà all’ascolto dei punti di vista dell’altro. Presuppone grande capacità di mediazione da parte della Fondazione. Un processo maieutico che non può solo basarsi sul fatto che la Fondazione tiene i cordoni della borsa, ma, piuttosto, sulla sua competenza e autorevolezza.

 

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