Tavolo povertà: terminati i lavori di coprogettazione del Tavolo

Ascoli Piceno, 18 giugno 2020 – Sono terminati i lavori di coprogettazione coordinati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, che hanno visto il coinvolgimento iniziale di 9 organizzazioni di Terzo settore (individuate dalla Fondazione al termine della procedura di selezione di 43 soggetti che hanno risposto all’Avviso pubblico per la selezione), dei referenti degli Ambiti socio sanitari di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e Fermo e della Associazione Bottega del Terzo Settore. I lavori del Tavolo, iniziati il 4 giugno 2020, hanno consentito di riconoscere i bisogni più urgenti e le possibili soluzioni da adottare, perfettamente compatibili con le evidenze emerse dall’analisi svolta dall’Università Politecnica delle Marche sui fabbisogni del territorio per conto della Fondazione e dalla procedura di ascolto degli Stakeholder attuata a supporto della redazione del Piano pluriennale di intervento della Fondazione attualmente in vigore. In primo luogo, i bisogni individuati in via prioritaria dal Tavolo nel campo della lotta alla povertà sono i seguenti:

  • Esigenza di soddisfare bisogni alimentari e di prima necessità;
  • Esigenza abitativa e di contrasto al sovraindebitamento;
  • Esigenza di acquisire un’autonomia, in particolare mediante il reperimento di un lavoro.

Infine, in un’ottica più generale, è emersa la fondamentale esigenza di intensificare i rapporti e la collaborazione tra le varie organizzazioni aderenti al tavolo, non solo per mettere in campo una progettualità sostenibile e capace di massimizzare l’impatto sul territorio, ma anche per gettare le basi di un nuovo modello di intervento reticolare in grado di valorizzare le specificità di ogni Organizzazione e le competenze specialistiche acquisite nel corso del tempo. Affrontare la povertà economica e sociale richiede coinvolgersi nel prossimo, farsi carico dei suoi problemi e dei suoi bisogni perseguendo l’unico fine di garantire libertà e dignità ed evitando di fronteggiare continuamente l’emergenza. La strada dell’autonomia, seppur complessa, articolata e difficile è l’unica possibile per risolvere il problema della povertà nella sua accezione pedagogica intesa come impossibilità dell’uomo di realizzare sé stesso. In tale prospettiva, la costruzione di una rete collaborativa, in grado di valorizzare le potenzialità di ogni attore garantendo il mantenimento della propria identità e generando energie collettive di intervento, guardando esclusivamente il bisogno delle persone in difficoltà e non l’assegnazione parziale o esclusiva di risorse economiche, rappresenta un modello di intervento in grado di sottrarsi al rischio della autoreferenzialità.

Sotto questo profilo, la costruzione di una rete costituisce al tempo stesso uno strumento di realizzazione della progettualità, un suo obiettivo, ed un suo “valore aggiunto”; in sintesi è l’elemento focale su cui misurare il vero impatto dell’intervento.

La proposta progettuale – Sulla base di quanto emerso dai lavori del tavolo, è possibile ipotizzare un’ossatura progettuale caratterizzata da tre livelli di intervento, distinti ma connessi, alla cui realizzazione sono coinvolte, con modalità proprie e differenti, tutte le organizzazioni, ciascuna in base alle proprie competenze e specificità. A ciascun livello di intervento saranno assegnate dalla Fondazione delle risorse economiche da impiegare, che dovranno essere rendicontate direttamente alla Fondazione a cura delle organizzazioni coinvolte nella loro realizzazione. Il modello reticolare collaborativo deve prevedere un allargamento della base operativa coinvolgendo anche soggetti attivi del territorio che non sono direttamente presenti nella partecipazione al tavolo di lavoro.

Gli Ambiti Sociali e territoriali svolgono un ruolo importante e fondamentale in termini di rilevazione del bisogno, facilitatore del coordinamento delle attività e, soprattutto, potrebbero “sorvegliare” o meglio “custodire” la corretta realizzazione delle attività progettuali occupandosi della valutazione e del monitoraggio degli interventi.

Inoltre, in via preliminare e generale, nell’ottica di intensificare la rete/collaborazione tra le varie organizzazioni coinvolte e di rendere proficua nonché sostenibile nel tempo la presente progettualità, si è ritenuto di intraprendere delle specifiche attività volte al reperimento di ulteriori risorse economiche e non (ad esempio attraverso attività di fundraising).

La proposta, tramutata dai tecnici della Fondazione in progetto esecutivo, sarà vagliata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione.

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