XXI Rapporto Fondazioni di origine bancaria

È  disponibile il ventunesimo Rapporto annuale sulle Fondazioni di origine bancaria, realizzato da Acri, che consente di tracciare un quadro completo e dettagliato sia riguardo alla gestione del patrimonio sia in merito all’attività erogativa delle Fondazioni italiane di origine bancaria.

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XXI Rapporto Fondazioni di origine bancaria

 

Il patrimonio contabile delle Fondazioni di origine bancaria, in base ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2015, ammonta a 40,8 miliardi di euro. Nell’ultimo esercizio il valore contabile del patrimonio ha registrato una diminuzione dell’1,2%, con una variazione netta negativa di quasi 491 milioni di euro. Dal 2000, anno di entrata in operatività della legge Ciampi, al 2015 esso ha avuto un tasso di crescita medio annuo dello 0,94%. Nello stesso periodo 2000-2015, le Fondazioni hanno erogato risorse per complessivi 19,3 miliardi di euro (8,3 nel solo periodo 2008-2014) e accantonato ulteriori risorse per l’attività erogativa futura pari a circa 2 miliardi di euro, per un totale di 21,2 miliardi.

L’attività erogativa del 2015 segue il trend di graduale ripresa registrato nel 2014, anno in cui si era registrata un’inversione di tendenza dopo sei esercizi, dal 2008 al 2013, di ininterrotta contrazione. In particolare, il 2015 ripropone il segno positivo nelle variazioni anno su anno dei volumi di erogazione (+2,7%), pur facendo registrare una lieve diminuzione nel numero degli interventi (-5,4%). In valori assoluti, le erogazioni del 2015, ivi inclusi gli accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato ex art. 15 L. 266/91, si sono attestate a 936,7 milioni di euro (+2,7%) per 21.564 interventi rispetto a 911,9 milioni di euro per 22.805 interventi del 2014.

La media di importo erogato per singolo progetto sale a 43.437 euro (dai 39.985 euro del 2014), mentre diminuisce leggermente il numero medio di interventi per singola Fondazione: nel 2015 se ne contano 251 contro 259 nel 2014.

I settori di intervento

In base alla quantità di risorse ricevute, al primo posto si conferma il settore Arte, attività e beni culturali, con 280,1 milioni di euro erogati, pari al 29,9% del totale (29,9% nel 2014). In questo settore l’ambito principale di intervento è quello della Conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e archeologici (incide per il 33,5% sulle erogazioni al settore). Al secondo posto si collocano le Iniziative a sostegno di creazioni e interpretazioni artistiche e letterarie (32%). Seguono le Attività dei musei (11,6%), il comparto Promozione e valorizzazione delle arti visive (10,6%), le Attività di biblioteche e archivi (3,7%), Editoria e altri mezzi di comunicazione di massa (3,5%).

Il secondo settore d’intervento è quello dell’Assistenza sociale con 138,2 milioni di euro, il 14,8% delle erogazioni (13,6% nel 2014). La parte prevalente (98,9%) va al comparto Servizi sociali, seguito da Servizi di assistenza in caso di calamità naturale, di protezione civile e di assistenza ai profughi e ai rifugiati ai quali va complessivamente l’1,1% degli importi indirizzati al settore. I destinatari sono in primo luogo i disabili (61,6%), quindi i minori (14%), gli anziani (12,1%), e i tossicodipendenti (1,7%); ad altri soggetti (famiglie a rischio di povertà, persone senza fissa dimora, detenuti, ecc.) va il 10,5%.

Il terzo settore d’intervento è Volontariato, filantropia e beneficenza, che ha ricevuto un importo complessivo di erogazioni pari a 127,3 milioni di euro, il 13,6% del totale delle risorse erogate (14,4% nel 2014). La quota maggiore è impiegata per gli Interventi diretti di promozione e sostegno del volontariato (28,8%); seguono i Contributi a fondazioni grant-making ed altri intermediari filantropici (27,7%), cioè quei contributi che vanno a fondazioni come quelle di comunità o ad altri soggetti non profit del territorio che intermediano le risorse verso le organizzazioni del terzo settore; gli Accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato (23%, oltre 29 milioni di euro); le Iniziative umanitarie e filantropiche (5,6%); gli Scambi culturali e cooperazione internazionale (4%); infine leAttività di sostegno allo sviluppo e alle condizioni di vita dei paesi poveri (3,4%).

Al quarto posto c’è il settore Ricerca e Sviluppo, a cui vanno 118,4 milioni di euro, pari al 12,6% degli importi erogati (12,5% nel 2014). Al comparto Ricerca e sviluppo sperimentale in campo medico va il 28,5%, a Ricerca e sviluppo nel campo delle scienze matematiche, fisiche e naturali il 21,7%, al Trasferimento tecnologico e valorizzazione della conoscenza il 18,9%, a Ricerca e sviluppo nel campo delle scienze umane e sociali il 18,4%, a Ricerca e sviluppo nel campo dell’ingegneria il 6,8%.

Al quinto posto ci sono le erogazioni al settore Educazione, istruzione e formazione con 113,5 milioni di euro, il 12,1% degli importi totali erogati (13,3% nel 2014). I comparti principali sono: Istruzione superiore, ovvero universitaria e parauniversitaria (34%); Istruzione primaria e secondaria (30,6%); Istruzione professionale e istruzione degli adulti (19,2%); Crescita e formazione giovanile (14,3%).

Al sesto posto c’è il settore Salute pubblica, con 62,8 milioni di euro, pari al 6,7%delle risorse erogate (7,6% nel 2014). In quest’ambito troviamo i comparti: Servizi ospedalieri (67,4%), che va dalla fornitura di apparecchiature mediche alla realizzazione di progetti specifici, alla costruzione e ristrutturazione di immobili; Altri servizi sanitari(14,9%), che va dall’assistenza domiciliare dei malati al sostegno per le cure di malati terminali e di disabili; Patologie e disturbi psichici e mentali (2,9%).

È significativo che al welfare – che raccoglie i settori di Assistenza sociale, Salute pubblica e Volontariato – sia stato destinato il 35,1% (era 35,6% nel 2014)delle erogazioni, circa 380 milioni di euro, per interventi non sostitutivi dei servizi pubblici.

Infine, c’è il settore Sviluppo locale, che ha ricevuto 56,8 milioni di euro, ovvero il 6,1% del totale erogazioni (5% nel 2014). Qui troviamo iniziative per la Promozione dello sviluppo economico della comunità locale (78,9% delle risorse andate al settore), laRealizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità (10,8%), i Progetti di housing sociale(7,9%), l’Edilizia popolare locale (1,9%), gli Interventi di microcredito (0,3%).

Concludono la graduatoria: Protezione e qualità ambientale, con una quota di risorse pari a 17,7 milioni di euro (circa il 2% del totale erogazioni; era il 2% nel 2014); Sport e ricreazione, con 10,8 milioni di euro (1,2%; 0,9% nel 2014); Famiglia e valori connessi, con 10,4 milioni di euro (1,1%; 0,7% nel 2014); infine Diritti civili, Religione e sviluppo spirituale, Prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica, a cui va complessivamente poco più di mezzo milione di euro con 63 interventi.

I beneficiari delle erogazioni delle Fondazioni sono sempre soggetti che perseguono finalità non lucrative di utilità sociale: dunque sono soggetti privati non profit – ad essi va il 68,4% degli importi erogati (67,7% nel 2014) e il 70,6% del numero di interventi (69,1% nel 2014) – o istituzioni pubbliche.

Tra le iniziative che le Fondazioni condividono con altri soggetti finanziatori un rilievo particolare hanno assunto, negli ultimi anni, quelle realizzate in concorso con altre Fondazioni di origine bancaria, in una prospettiva di interventi di sistema coordinati e che si sviluppano in un orizzonte pluriennale. Al di là che esse nascano direttamente da Fondazioni che, con una regia condivisa tra loro, decidono di “consorziarsi” o perché maturate in ambito Acri, si tratta di progetti di ampio respiro, di valenza spesso nazionale, rispetto ai quali l’approccio “comune” si presenta come un fattore essenziale di successo. Da un lato consente di mettere a fattor comune professionalità “domestiche” sviluppate dalle singole Fondazioni nel proprio ambito territoriale, dall’altro favorisce una crescente efficienza e razionalizzazione degli interventi: là dove impegni separati di più soggetti sullo stesso problema esporrebbero al rischio di frammentazione e dispersione delle utilità prodotte, una progettualità condivisa permette, invece, di indirizzare gli sforzi in modo sincronico e con maggiore impatto.

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