C’è tempo fino al 21 gennaio 2027 per partecipare al nuovo bando del Fondo per la Repubblica Digitale.

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Roma, 30 settembre 2026 – Avvicinare studenti e studentesse alle materie scientifiche e tecnologiche, aumentandone la consapevolezza per le future scelte formative e professionali. Questo l’obiettivo di “Polaris+” – seconda fase del bando “Polaris” – promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale, che mette a disposizione 25 milioni di euro per  sostenere progetti rivolti alla formazione e all’orientamento di studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, per  l’accrescimento delle conoscenze e competenze STEM e ICT. L’iniziativa punta a sviluppare un approccio costruttivo, aperto e consapevole nella scelta dei percorsi formativi e professionali futuri. Particolare attenzione è rivolta alla capacità dei progetti di far comprendere il valore di queste competenze per lo sviluppo del talento e delle inclinazioni personali, contribuendo così a orientare ragazze e ragazzi verso le opportunità offerte dalla trasformazione digitale e tecnologica.

LO SCALE-UP

Il Piano Strategico 2025-2026, delineato dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale, ha stabilito, infatti, la realizzazione dello scale-up di bandi già realizzati attraverso la pubblicazione di nuove opportunità aperte a tutti gli stakeholder interessati. In questo caso, i progetti già sostenuti nell’ambito di “Polaris” che hanno dimostrato maggiore impatto nella fase sperimentale riceveranno una premialità per il nuovo bando. L’obiettivo di Polaris+ è sostenere – rispetto alla prima edizione – un numero limitato di progetti, di maggiori dimensioni in termini di risorse economiche assegnate, di beneficiari raggiunti e di raggruppamenti proponenti e consegnare al decisore pubblico le migliori pratiche in termini di efficacia e impatto generato.

IL CONTESTO ITALIANO

Colmare la carenza di esperti ICT e di laureati STEM rappresenta una sfida diffusa a livello europeo. Secondo i più recenti dati Istat, nel 2025 solo il 54,3% della popolazione tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base. Gli specialisti ICT rappresentano circa il 4,1% della forza lavoro complessiva e il Paese registra un’incidenza di laureati nel settore tra le più basse in Europa, pari a circa l’1,5%, a fronte di una media europea del 4,5%. A questi dati si aggiunge, inoltre, un marcato gender gap: le donne rappresentano solo il 17% dei professionisti ICT e circa il 16% dei laureati nelle discipline STEM. La fragilità è aggravata anche dalle disuguaglianze territoriali: il Rapporto Nazionale INVALSI evidenzia che nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole emergono livelli di competenza matematica e scientifica inferiori rispetto a quelli registrati nelle regioni del Nord e del Centro. Contestualmente, si rileva tra i più giovani una diffusa presenza di stereotipi, tra cui persiste l’associazione delle carriere STEM al genere maschile.

Per Giovanni Azzone, Presidente di Acri: ”Il tema dell’orientamento degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado è cruciale per un Paese che voglia valorizzare i propri talenti, accrescere la competitività e contrastare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Il bando Polaris+ va proprio nella direzione di promuovere e diffondere percorsi efficaci per rafforzare le conoscenze e le competenze STEM e ICT e aiutare ragazze e ragazzi a compiere scelte formative più consapevoli. Con questa nuova fase, il Fondo per la Repubblica Digitale compie un ulteriore passo avanti, grazie alla collaborazione tra Governo e Fondazioni di origine bancaria, puntando a portare su scala più ampia modelli e interventi capaci di produrre risultati. È un approccio che valorizza una delle caratteristiche dell’azione delle Fondazioni: sostenere la sperimentazione, riconoscere le esperienze più efficaci e contribuire a diffonderle, mettendo esperienze e modelli a disposizione del Paese”.

POLARIS+

C’è tempo fino alle ore 13 del 21 gennaio 2027 per presentare progetti attraverso il portale Re@dy. Le proposte devono essere presentate da partenariati guidati da enti privati senza scopo di lucro e costituiti da un minimo di tre fino a un massimo di otto soggetti (inclusi eventuali enti pubblici e soggetti for profit), con il coinvolgimento obbligatorio di almeno tre scuole. Il bando mette a disposizione 25 milioni di euro, così distribuiti: 14 milioni sono destinati a progetti nel Nord e Centro, mentre 11 milioni per il Sud e le Isole. In funzione del target individuato, 7 milioni di euro sono destinati a progetti per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado e 18 milioni di euro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

COS’È IL FONDO

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità e cittadini. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali.